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L’incontro con l’handicap
La mia riflessione scaturisce da un’esperienza fortissima nell’ambito della pedagogia speciale: nello scorso mese di luglio mi sono occupata di formazione e osservazione etnografica finalizzata all’autonomia nel contesto lavorativo [1]. Il mio intervento era destinato ad alcuni ragazzi con la sindrome di Down e doveva risultare utile al raggiungimento di differenti autonomie all’interno di un negozio che fungeva da vero e proprio laboratorio pedagogico. Il metamessaggio, contenuto in ogni singola azione del mio intervento, doveva rappresentare l’interfaccia della risoluzione del problema, lo stile, il modo di fare riproducibile. Se l’autonomia doveva essere raggiunta nella gestione del cliente [2] era essenziale riflettere su come fosse possibile creare una familiarità, dapprima con gli spazi del negozio e con i prodotti e poi con il cliente. Ancora prima era indispensabile eliminare lo stato ansioso legato all’inesperienza ed alla paura di risultare inadeguati. Risultava quindi importante spostare l’attenzione sul contesto e sulla necessità di avere quei prodotti, in un certo spazio, nel negozio. Si delineava così il valore delle “regole”, da considerare come dati di fatto che stemperano la tensione e rendono possibile l’azione. Prendere tra le mani i prodotti del negozio, notare le forme e i colori diversi delle bottiglie, imparare a distinguere le diverse tipologie di vini, di pasta, di taralli. Entrare in contatto significava: non essere più estranei ai materiali del negozio e nemmeno ai processi che li rendevano necessari. Soltanto in seguito poteva iniziare il role-play, la sperimentazione della relazione cliente-proprietario. L’oggetto della relazione doveva essere rappresentato dalla conoscenza dei prodotti e dalla gestione di essa. Quel piccolo patrimonio doveva essere reinvestito nell’altro, nel cliente che dava la possibilità di vivere quel particolare rapporto e di reinventarlo ogni volta. Un apprendimento nel contesto che permetteva l’entrata in gioco umana e professionale dei ragazzi, diventati abili referenti, delle potenzialità del negozio.
Note 1) E’ un’iniziativa scientifica promossa dall’Associazione “Emozione di Conoscere” che sostiene quelle ricerche ed azioni, finalizzate al superamento delle disabilità, in special modo nell’ambito di Pedagogia Speciale dell’Università di Bologna. [back] 2) Il punto vendita è stato denominato: L’ANGOLO DI EUGENIO Sapori e… profumi tipici di Puglia (in particolare olio, vini, conserve, …) e si trova in Via Giannone 9, a Rodi Garganico (www.emozionediconoscere.it) [back]
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