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Web+log

 

 

“Today we say media instead of the press. But it's a mistake. The press has become the ghost of democracy in the media machine, and we need to keep it alive” [1]

 

“Weblog [2] è un termine di lingua inglese che deriva dalla contrazione dei termini web e log [3]. Web è lo spazio di internet in cui vengono pubblicati siti… log è un diario in cui vengono registrati gli eventi in ordine cronologico”. Un weblog è un sito costruito su un'unica pagina che raccoglie notizie (post) inviate dall'autore del blog ed aperte ai commenti dei lettori. Il blog è riconoscibile dal tipo di grafica povera e priva di effetti speciali.” E’ in genere formato da tre campi verticali [4]. Quello centrale di solito contiene i testi pubblicati, (o postati dal verbo inglese to post, imbeccare), in ordine cronologico, le bande laterali contengono l’elenco dei link e gli archivi dei testi suddivisi per periodo”.

Il fenomeno dei blog nasce nel 1999, dalla creatività di due ragazzi americani, Evan Williams e Meg Hourihan, ideatori di un software che, grazie al sito internet www.blogger.com, permette di pubblicare una pagina web in pochissimi minuti. Il primo blog accreditato è quello di Dave Winer, fondatore di Userland software nella Silicon Valley, creato nel 1995 [5]. In Italia i primi blog nascono nel 2000, Antonio Cavedoni è uno dei precursori, nel 2001 la prima community: http://www.blog-it.net. Nel 2002 i blog entrano nell’università italiana. Nel programma del Master in giornalismo scritto e online attivato presso l’Università di Urbino, il blog diventa materia di studio. La natura del weblog è varia ed esistono motori di ricerca appositamente pensati per questo universo [6].

Ci sono weblogs "intimistici" o "diaristici", centrati cioè sulle riflessioni, sui pensieri e sugli appunti esistenziali dei singoli [7]. Altri si occupano di micro-realtà individuali: reti di idee, nate spontaneamente, animate da privati cittadini, capaci di offrire terreno fertile di informazione e crescita per una vasta comunità di utenti. Ci sono weblogs legati ad associazioni, a movimenti o gruppi associati, che danno conto di realtà quotidiane diffuse, ma spesso senza possibilità di espressione sui canali ufficiali di comunicazione. A questo livello, i weblogs costituiscono sicuramente un fenomeno molto interessante, che merita di crescere ed incontrare il favore dei naviganti di Internet alla ricerca di un tipo di informazione che, utilizzando canali convenzionali, rischierebbe probabilmente di non giungere mai al destinatario; il blog quindi come editoria del popolo per il popolo [8].

 

Note

1) Jay Rosen, scrittore e critico americano che si occupa principalmente del ruolo dei media nella democrazia. [back]

2) Maurizio Dovigi, Blog : il tuo pensiero online con un clic, Milano, Apogeo, 2003, p. I, introduzione. [back]

3) Il verbo to log significa registrare i fatti, log è il giornale di bordo. [back]

4) Maurizio Dovigi, Blog: il tuo pensiero online con un clic, Milano, Apogeo, 2003, 2003, p. X, introduzione. [back]

5) Nel 1995 non si parla ancora di blog, la definizione entrerà nell’uso comune solo nel 1997. [back]

6) http://bloglines.com/public/wrichard [back]

7) Singoli in questo caso definiti “blogorroici”. [back]

8) E’ la definizione di blog condivisa dalla maggioranza dei bloggers, (coloro che creano e mantengono un proprio blog). [back]